CLARIMUNDO ROHRIG – ROHRIG C.

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BRINCANDO COM SEUS SENTIMENTOS

Sou o que pode cair primeiro

não tenho boas intenções

sou apenas um ladrão

de almas coleciono apenas o ócio

danço com as nuvens e desço

e desço até o inferno por você

um dia olhei pela janela

e tínhamos um caminho

depois do almoço

podíamos passear em uma sesta

e a vida era assim tranquila

e os cavalos no carrossel

a dar voltas.

                                            

GIOCANDO CON I TUOI SENTIMENTI

Sono quello che può cadere prima.

non ho buone intenzioni

sono solo un ladro

delle anime colleziono solo l’ozio

ballo con le nuvole e scendo

e scendo all’inferno per te

un giorno guardai dalla finestra

e segnammo un cammino

dopo mangiato

potremmo  goderci un riposo

e la vita era così tranquilla

e i cavalli sul carosello

a fare giravolte.


Ho tradotto io i versi di Rohrig C. Se qualche amico lettore che conosce il portoghese meglio di me volesse proporre una traduzione alternativa gliene sarei davvero grato.

Come Rohrig C., ha pubblicato negli ultimi quattro anni trentasette volumi di novelle, racconti, romanzi e poesie. Almeno fino a mezzora addietro. Non è certo che il nostro vulcanico amico mentre sto scrivendo non ne abbia dato alla stampa qualche altro.

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           Alcune copertine dei libri di Rohrigo C.

 

A parte gli scherzi di cui Clarimundo mi perdonerà, un percorso letterario di tutto rispetto, accompagnato da un carattere contestatore e bohemien.

Rohrig C. è nato in Brasile a Pedro Osòrio, Rio Grande do Sul il 27 dicembre del 1971. Racconta che già da piccolo gli piaceva scappare di casa per recarsi presso una coppia di anziani, vicini con i quali passava il tempo raccontando loro storie inventate.

Negli anni 80, giovanissimo, forma una rock band di stile depressivo e punk e appena diciottenne comincia  il suo peregrinare per le lande brasiliane tra Viamao e Porto Alegre che utilizza come base delle sue escursioni; intervallate solo da una breve parentesi di studio in un collegio privato. Alterna, dopo i sedici anni la sua vita da bohemien e gli scritti letterari, dividendosi tra studi – appunto -, lavori vari, amori, ma sempre di breve durata.

Solo alla fine del 2013 ha iniziato a pubblicare i suoi libri di prosa (racconti, romanzi) e alcuni libri di poesia. Si è sposato nel 1996, ha avuto un figlio e si è separato nel 2014.

Il proprio stile di vita underground e girovago influenza moltissimo i suoi scritti, ma principalmente essi risentono, sia nei contenuti testuali che nei ritmi, della musica Rock degli anni ’60/’70. Soprattutto in prosa dove predomina il beat e il noir, l’arrabbiato. I personaggi dei suoi libri sono quasi sempre gente emarginata, ai bordi della società, che vivono storie di miseria, storie escatologiche. Lo stile estremamente libero e immediato rende gradevole la scrittura che scorre con toni a volte ironici, caustici fino al grottesco, al morboso.

Anche nella poesia che abbiamo scelto per la nostra Rubrica, “Giocando coi tuoi sentimenti” Rohrig C. non demorde dai toni crudi, in un rapporto coi sentimenti di lei con i quali gioca un gioco a perdersi fino alla discesa all’inferno. Anche in questa lirica Rohrig esprime come una urgenza di vivere, come di chi sente scaduto il suo tempo.

Questo senso del tempo che non basta forse lo ha spinto in pochi anni a dedicarsi contemporaneamente a più impegni letterari e di vita, in perfetto stile kerouacchiano, versi ritmati e immediati. “Prosa spontanea” come la definì lo stesso fondatore della “beat generation” a cui certamente Rohrig C. riferisce molta parte della sua vita e dei suoi scritti.

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2 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

  1. Che grandissimo lavoro di ricerca stai facendo caro Natale, e che finezza di sguardo…

    Per quanto riguarda questi versi, sono molto interessanti, senza aver letto nulla della storia di questo autore leggendo fin da subito i versi mi è parso di vedere proprio quel bohemien, una sorta di pagliaccio malinconico … sono versi che nella loro essenzialità rinviano al circo della vita e al vagabindare quale vocazione, un errare senza alcuna meta, ma con in tasca la magia dei sogni e la durezza di quel sasso che alle volte chiamiamo vita. Bella davvero!

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