GIULIANA CAMPISI

GIULIANA

Biografia

Nata a Castelvetrano in provincia di Trapani il 24/08/1953, ha studiato e vissuto a Catania per poi trasferirsi a Palermo dove vive e lavora presso una Pubblica Amministrazione.
Le è stato pubblicato un breve racconto “L’Idea”, insieme ad altri autori, nella raccolta “I sogni sono come farfalle” – Ed.Alcheringa e “Carlotta” nella raccolta “I racconti di 88.88” – Ed.Puntoacapo.

Menzione speciale per la silloge “Malinconie d’amore…ed altro” nel concorso Il Natale – Archeoclub Patti, pubblicazione della poesia “Donna Guerriera” nella raccolta “Una poesia per Eus”- Eus Edizioni, selezionata tra i primi 20 nel Concorso Poesie d’Amore San Valentino – Camogli,   menzione d’onore per la poesia “Pregherò” nel Concorso Antonio Filosteo Omodei, finalista al Premio Letterario Pietro Carrera con la silloge “Come il gheriglio la noce”, menzione nel Concorso Progetti d’armonia per la poesia “Non c’è dolo”, menzionata come autore meritevole per la poesia “Rumore” nel Concorso Il sapore della ciliegia.

Nel 2015 ha pubblicat5o la raccolta di poesie “I ricordi non bastano”  N. Calabria editore.

 

LIBRO

giulianacampisi@virgilio.it

https://giulianacampisi.wordpress.com


 

TRE POESIE

 

 DOVREMMO ESSERE IRREPRENSIBILI

 

Dovremmo essere irreprensibili

e guardare da finestre diverse

poste su vari lati della casa

affinchè si possa vedere il mondo

da ogni angolazione e non pensare

che se non vediamo il mare

questo non esiste o guardando

il tronco di un albero e non i rami

immaginare che non abbia foglie.

Potremo vedere così albe e tramonti

e comprendere che la durata del giorno

è più breve di quello che non sembri

e che le stagioni passano anche se noi non le vediamo

Potremo guardare gli uccelli in volo

che non sanno di essere sospesi in aria

e si lanciano senza paura verso il sole

e se giù in strada una ragazza ride

non è detto che non conosca già dolore.

Dovremmo essere irreprensibili

e pregare ogni Dio che conosciamo

e i Santi e gli Angeli e tutti gli Dei

più o meno conosciuti per evitare

di sbagliare perchè in fondo tutti

prima o poi moriamo e saremmo almeno

più sicuri di trovare un posto in cielo

un pò così come facciamo quando votiamo

senza preoccuparci chi sia il candidato

giusto e che neanche conosciamo.

 

 
DI ME NON HO AVUTO PIETA’

 

Ho compiuto il mio ultimo ciclo,

strati del passato e memorie incancellabili,

se avverrà la metamorfosi

quale farfalla potrebbe mai nascere

da questo imperfetto bozzolo?

Ho raschiato giorni corrotti,

addolcito le più aspre stagioni,

mi sono piegata fino a toccare con la fronte

la strada pietrosa per scacciare il dolore,

ho bevuto calici amari offerti da insospettabili mani

– di me non ho avuto pietà –

sarà questa la colpa?

cosa troverò in questa nuova forma,

la deformità delle ali inadatte ad un volo

o l’assenza dello spazio in cui poter volare?

– di me non ho avuto pietà –

è stato questo l’errore più grande.

 

 

 

CARTA DA PARATI

 

Carta stracciata sulle pareti

penzola ammuffita,

strati su strati, inutile restauro

di un muro indifferente

Vestiamo cosi’ di fragili coperture

le nostre convinzioni

dure come il cemento

impastato con luoghi comuni,

antichi proverbi e bibbie

scritte su ordinazione

da improbabili dei.

Non riusciamo a spogliarci,

credendo di essere nudi sotto la pelle,

per pudore e vergogna

di come potremmo apparire,

invece siamo soltanto

occhi di luce con ali cucite

e potremmo volare.

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E’ meridionale Giuliana Campisi. Siciliana, nata nella Sicilia ionica, vive e lavora (e scrive) in quella tirrenica, a Palermo.

E’ del Sud Giuliana e questa meridionalità se la porta tutta dietro e dentro i suoi scritti, specialmente le poesie. Se la porta nei versi semplici, intimistici, a volte dolciastri, tanto che Giuliana mi ricorda moltissimo, emozionandomi, una delle più grandi poetesse calabresi, mia amica e concittadina, Ermelinda Oliva, scomparsa in odore di santità qualche anno addietro. Sono versi che parlano dritto senza mezze parole e senza parafrasi dicono quel che le passa per il cuore alla nostra poetessa siciliana.

“invece siamo soltanto

occhi di luce con ali cucite

e potremmo volare”

 E l’idea-immagine del volo, degli uccelli in volo, di ali per volare, la ritroviamo stranamente in tutte le tre poesie che Giuliana Campisi ci propone questa sera, segno di voglia di alture e cieli da attraversare, forse per allontanarsi il più possibile dalla nostra terrenità di uomini.

Insomma una poesia piacevole da leggere, che provoca riflessioni dell’anima, profonde che neppure sapevamo; Giuliana si fa voler bene per questo e noi speriamo di ospitarla ancora nella nostra rubrica.

 

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6 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

  1. Bellissime queste poesie! Ecco l’esempio di autore – autrice in questo caso – che merita i premi vinti. Mi chiedevo una cosa: ma nell’autobiografia non diceva d’essere nata in provincia di Trapani? Perché il commento allude alla Sicilia ionica come luogo d’origine e a occhio le cose non collimano…

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