DONATO DESIDERATO – II

donato desiderato

Sono nato a Bari il 26 aprile del 1975. Sono laureato in Lettere. Ho vissuto per anni in Francia. Lavoro in ambito industriale. Da qualche anno mi hanno diagnosticato la leucemia e ho ripreso a scrivere. Sembra faccia parte della terapia.

L’idea alla base di questo testo è il tentativo di ridare la realtà senza tagli nelle parole, in un unico piano sequenza di dettagli.

Email: desiderato.donato@gmail.com

Blog: http://donatodesiderato.wordpress.com


PIANO SEQUENZA

Sono diventato fragile come un neonato
L’amore non può essere una colica biliare
ma una luna così grossa e bassa in cielo
che se salti più in alto per strada all’alba
ci sbatti la testa contro scateni tempesta

Tu sei la mia festa invisibile alla finestra
aperta che non ha più bisogno di muri
ma di mare come il Libertà siamo liberi
di accendere lampioni per strada alle tre
del pomeriggio ma si spengono alle sette

di sera perché al buio fai meglio l’amore
il senso nudo della pelle scorre sui corpi
senza l’inganno degli occhi sulle labbra
Al buio fai meglio l’amore e rubi meglio
Sì siamo una forma di energia cosciente

e fra di noi ci chiamano anima e siamo
pronti a dire bugie la croce sul cuore ho
un ago grosso nella schiena ma non sento
dolore in reparto dicono che sono contento
Infermeria della vita risponde al campanello

Ho bisogno di ritornare con i piedi in aria
troppo a lungo ho volato su questa terra
rossa con le pietre bianche qui io sono nato
ma a niente so appartenere come quelle
chimere di una volta più che un’idea paura

della verità come il retrobottega di una fede
neon che s’accende a zanzara e si spegne
da sempre il sangue che pulsa è il mio spirito
Ubriaco di solitudine sono una moltitudine
Stiamo a letto come due estranei già amanti

l’infinito aprile racconta tutto il nostro dolore
l’orizzonte il tuo corpo nudo il nostro amore
ho bisogno di baciarti imparo il tuo respiro
Anche con la leucemia si può continuare
a vivere si tratta di scordarsi di tutto

Non la lasciare che la tua vita sia un lutto
Ruttaci su con un bicchiere di vino rosso
Ti senti molesto ma goditela con amore
divino con la realtà nuda viola illusione
televisione sei una gonna al balcone

Un respiro ogni tre secondi mi fa male
ho lo spirito infiammato come il menisco
esterno sinistro sono molto arrabbiato
Ho fuochi di antimateria è la malattia
nel corpo mi cancella punto sopra buco

nero sono fuochi che smettono di bruciare
Dovrei legare la mia vita a quella del sole
Dovrei farmi massaggiare il tradimento
del destino che ho già cambiato più volte
Dovrei farmi volta celeste antinfiammatoria

Viola è il colore della morte non lo sopporto
ecco la verità quelle magliette non le metto
Ormai è rosso capelluto sfumato di bianco
il colore primario della mia vita che vivrò
persino oltre me stesso è la mia promessa

Con la leucemia ho cominciato una guerra
che perderò ma ho vinto la prima battaglia
ne portò addosso i lividi il freddo pungente
che mai mi abbandona il corpo è una pietra
erosa spigoli e sale nero dei pugni in faccia
—————————————————————————–

Ritorna anche Donato Desiderato e, come gli avevo chiesto, questa volta ci regala una lunga sequenza di realtà “senza tagli nelle parole”.

Avevo immaginato, ricordate, nel pubblicare il suo primo intervento in questa rubrica, una intima e forte sofferenza del nostro amico. Donato non ha difficoltà a svelarci la sua quotidiana lotta contro la Bestia. Non è segno di debolezza, basta leggere il suo piccolo poema per rendersi conto che è un atto di forza, di coraggio, che ci rende partecipi, ma non con pietosismi che non sono utili a nessuno, lui vuole mostrare al mondo la tenacia dell’uomo anche nelle situazioni più difficili.

Donato Desiderato è davvero un grande poeta. Come molti a diretto contatto con queste malattie, egli sviluppa una sensibilità astrale e la usa, grazie anche alle sue conoscenze letterarie e umanistiche, non da cesellatore, ma da demolitore. Egli non si considera asservito, ma padrone di tutto ciò che lo circonda.

Questa lunga ode, PIANO SEQUENZA di dettagli, si svolge in dodici strofe di cinque versi liberi tentando di modulare la realtà senza tagli alle parole.  E’ un vero e proprio programma di vita, dipinge gli sforzi di un malato di leucemia nei rapporti con il circostante: l’amore, il sesso, i colori, il sole. Un andiriva e vieni tra essi e i segnali, della malattia, che non sparisce mai dalla mente, neppure nei momenti più emozionanti della vita.

Donato Desiderato è un grande poeta non solo perché scrive poesie stupende, ma perché è una grandissima persona e io, noi di Circolo 16 siamo orgogliosi e onorati di averlo tra i nostri poeti.

Riconfermo quanto già detto. Le poesie di Donato devono essere portate al grande pubblico della cultura nazionale. Lui ha dato la disponibilità alla pubblicazione in volume di una raccolta. Entro la prossima primavera questo progetto dovrà vedere il suo compimento e PRECARIA (mi piacerebbe questo titolo) potremo presentarlo alla cultura nazionale con una bella manifestazione evento. Glielo dobbiamo per le emozioni che ci regala coi suoi versi.

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4 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

  1. Ardua impresa, complessa, lunga, che proietta il lettore stesso in quell’orizzonte di lotta tenace: questa è una di quelle opere che chiedono una lettura attenta, nel caso più d’una. Se dovessi tentare una similitudine, è come la nebbia: lascia spazio all’immaginazione, svela poco a poco, ti costringe al rallentamento perché sa che fa bene alla tua lettura.

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