EVA CEPRIAN

eva ceprian autoritratto

Eva Ceprian – Autoritratto – 2016

 

ORACION

 

Senor Todo,

escucha mi ruego…

sea mi cuerpo arco

ùtil soporte

que ayude a disparar su flecha

y el espacio abierto

que ésta surque

tantas veces

como el arquero guste.

Senor Todo,

atiende mi deseo…

sea mi piel territorio,

orilla de arena y rocas,

en la que se deposite

incesantemente

la sal que contiene

la mar de sus besos.

Senor Todo,

ayùdame en éste,

mi anhelo…

sean mi brazos cuna,

regazo de verdes helechos

en la que dormiten y menguen

sus penas,

sus pequenas y grandes

viejas y nuevas

inquietudes y tristeas.

Senor Todo,

humildemente,

te solicito…

sean mi risa y sonrisa,

mi alegria y esperanza,

fresca hamaca de hiedra y musgo

en la que él pueda mecer sus suenos

y deisde la que siempre contemple

un limpido cielo nocturno

cuajado de brillantes estrellas.


 

PREGHIERA

 

PREGHIERA

 

Signore di ogni cosa,

ascolta la mia supplica …

sia il mio corpo arco

utile supporto

che aiuti a scoccare la sua freccia

e lo spazio aperto

che essa solca

tante volte

come l’arciere vuole.

Signore di ogni cosa,

soddisfa il mio desiderio …

sia la mia pelle terreno,

riva di sabbia e rocce,

in cui si deposita

incessantemente

il sale che contiene

il mare dei suoi baci.

Signore di ogni cosa,

aiutami in questo

mio desiderio …

siano le mie braccia culla,

verdi felci

in cui dormono e scemano

i suoi dolori,

le sue  piccole e grandi

vecchie e nuove

irrequietudini e tristezze.

Signore di ogni cosa,

umilmente

ti sollecito …

siano il mio riso e sorriso,

la mia allegria e speranza,

fresca amaca di edera e muschio

in cui può dondolare i suoi sogni

e di chiunque sempre contempli

un limpido cielo notturno

assemblato di luminose stelle.

Signore di ogni cosa,

lascia che  si compia

la profezia …

Siano la sua vita e la mia

per sempre una vita sola,

diventi vaso d’argilla

che modellò amoroso vasaio

e concepì unicamente

per salvare le tenerezze

che si diramano

ogni giorno dalle nostre mani.


 

Ha quasi 47 anni Eva Cedrian, l’amica poetessa spagnola di questa sera.

<<Hola Natale soy Eva Ceprián (Blog “Hablando sola”) Gracias por tu invitación para contribuir con uno de mis poemas en el blog de Circulo16.

Nací en Barcelona (España) casi en las últimas bocanadas del año 1970, y en esta hermosa y cosmopolita ciudad mediterránea me crié y sigo residiendo. Siendo una adolescente cayó en mis manos un libro de Pablo Neruda y fue en ese momento que incursioné en el mundo de la poesía, un fascinante territorio en el que descubrí palabras con que vestir lo que sentía y no sabía o me veía capaz de expresar. Hasta que me aventuré a coser con mis propias manos algunos trajes para mis emociones, y en esas continúo, escribiendo prosa, poesía o pequeños relatos. Unas veces me atrevo a ponerlos en el escaparate por si a alguien le fueran útiles y otras quedan arropados entre el polvo del paso del tiempo. Otra de mis aficiones es la fotografía (con las que ilustro algunos de mis poemas) y he coqueteado (hace ya muchos años) con la pintura. Me resulta complicado hablar acerca de mí, me es más fácil invitar a leer algunos de mis poemas o escritos a aquellos que quieran conocerme, aunque confieso que no soy una escritora ni muy prolífica, ni muy constante y soy bastante tímida y reservada para las presentaciones en sociedad o la actividad social, de ahí el nombre de mi blog “Hablando sola”>>.

<<Ciao Natale, sono Eva Ceprián (Blog “Hablando sola”) Grazie per il tuo invito a contribuire con una delle mie poesie nel blog di Circolo16.

Sono nata a Barcellona (Spagna) quasi negli ultimi sprazzi del 1970, e in questa bella e cosmopolita città mediterranea sono cresciuta e tuttora risiedo. Ancora adolescente mi capitò tra le mani un libro di Pablo Neruda ed è stato in quel momento che entrai nel mondo della poesia, un territorio affascinante,  in cui ho trovato le parole con le quali esprimere ciò che sentivo e non sapevo o che non mi credevo capace di esprimere. Così mi sono avventurata a cucire con le mie mani alcune tracce per le mie emozioni, e con esse continuo scrivendo prosa, poesie o brevi racconti. A volte mi permetto di pubblicarli nel caso a qualcuno possano essere utili, altri li lascio avvolti nella polvere del tempo che passa. Un altro dei miei hobby è la fotografia (con la quale illustro alcune delle mie poesie) e mi sono dilettata (molti anni fa) con la pittura. Mi è difficile parlare di me, è più facile invitare a leggere alcune delle mie poesie o scritti a coloro che vogliono conoscermi, Comunque confesso che non sono una scrittrice né molto prolifica, né molto costante e sono abbastanza timida e riservata a presentarmi in pubblico o in ‘attività sociali, da questo deriva il nome del mio blog “Hablando sola” (Parlando da sola)>>.

Dunque variegati interessi e timidezza diffusa al punto da intitolare il suo blog “Hablando sola” (“Parlando da sola”)

Incuriosito vai a visitare il sito https://lonelyeve.wordpress.com/ e scopri una donna molto matura, brava con le parole, capace di muovere i cuori con i suoi scritti, in versi o no che siano. E siccome si diletta anche con la pittura e la fotografia, eccola illustrare magistralmente i versi, aprendo nel piccolo spazio della pagina orizzonti più vasti che aiutano a interagire emotivamente con le parole.

La traduzione, molto dilettantistica di ORACIONE è mia. Ho pensato di tradurre quel Senor Todo altrimenti intraducibile, per esempio, in “Signore Infinito”, ma non sono certo della giustezza del termine. Per questo vi propongo di suggerire varianti alla traduzione nei vostri commenti.


Ieri 12 novembre EVA CEPRIAN mi ha inviato questa garbata mail:

Ciao, Natale. Ho appena visto la mia poesia pubblicata sul blog “Circolo16”. Grazie mille.
Penso che ci sia stato un piccolo problema. Non hai pubblicato l’ intera poesia, manca la parte finale.
So bene che tradurre è un compito difficile, soprattutto quando si tratta di poesia, ed è per questo che vi ringrazio ancora una volta per il vostro impegno. Sto per commentare:
1) Penso che ci sia un errore di traduzione:”la tua freccia”/”i tuoi dolori”. Mi sembra che la traduzione corretta sarebbe:”la sua freccia”/ “i suoi dolori”. Il soggetto non è il “Signore Tutto”, il soggetto è l’ uomo a cui la donna si riferisce nei versi (l’ uomo che ama).
2) Per quanto riguarda l’ elezione del “Signore infinito”. Voglio spiegare che non volevo alludere a nessun Dio specifico, o al dio dei cattolici, in ogni caso, l’ immagine che volevo disegnare era quella di una donna che si rivolgeva a qualche dio “più primitivo o ancestrale”. Forse lo chiamerei “Signore di tutte le cose”, ma non so se tradotto in italiano può essere “piacevole”.
Circa la mia poesia “Preghiera”:
La poesia parla di una donna (immagino questa donna, sola, in mezzo a una foresta, vestita di abito bianco, o addirittura nuda) che prega al suo dio perché questo Dio la aiuti a unirsi con l’ uomo che ama. Sente che si tratta di un amore predestinato (“che la profezia si compia” è ciò che dice negli ultimi versi, che non hai incluso). Per tutta la poesia, lei continua ad indicare ciò che offre al suo uomo: il suo corpo, in modo che accende “la sua freccia” e che viaggia attraverso di essa (il corpo di lei) quante volte lo desidera l’ amato (sesso, erotismo). Vuole anche dare pace e conforto al suo amato uomo. Durante tutta la poesia, la chiamata di questa donna al suo dio è mostrata, intervallata dalle offerte che è disposta a fare al suo uomo. Non chiede nulla all’ uomo, solo la sua presenza (amore incondizionato).
La poesia si conclude con alcuni versi che parlano dell’ unione che spera: un’ unione piena di tenerezza, sarebbe la versione più tenera, pura e innocente (o almeno è l’ immagine che intendo disegnare con le mie parole), al contrario della prima immagine che disegna nei primi versi (la freccia dell’ uomo, il corpo della donna). Quest’ ultima parte, che sarebbe la chiusura della preghiera che recita, la conclusione finale, è quella che hai dimenticato di pubblicare.
Cercherò di darvi una traduzione italiana completa della mia poesia “Oración”, perché non è mia intenzione causarvi alcun inconveniente con questa questione di traduzione. Chiedo un po’ di pazienza, sono in attesa di contattare qualcuno che mi ha offerto di aiutarmi. D’ altra parte, sono stato felice che si pubblica la fotografia “autoritratto”, è uno dei miei preferiti.
Siamo in contatto. Saluti,
Eva Ceprián

la mail è tradotta da Eva con l’aiuto di https://www.deepl.com/translator e un po’ ritoccata da me.

In attesa che Eva ci faccia avere il testo tradotto per noi, ho anche rimodulato la mia traduzione secondo le sue indicazioni completandola con la parte finale che era saltata.

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8 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

  1. fresca hamaca de hiedra y musgo/en la que él pueda mecer sus suenos…

    Questa poesia mi trasmette oltre a un senso di placido abbandono, la freschezza di uno scrivere semplice e forse proprio per questo nel contempo riesce a portare con sé un piccolo insegnamento: quello del saper chiedere, domandare, cosa dimenticata in un mondo dalle pretese sempre più prepotenti.

    Liked by 2 people

  2. Molto bella questa ‘Preghiera’ in versi, anche perché non è pretenziosa, non domanda vantaggi personali: in parole povere, non scambia la Divinità per il Genio della lampada ma combatte contro l’umanissima inclinazione a pensare per sé stessi. Mi torna in mente l’episodio di Gesù nell’orto degli ulivi, una specie di duello fra la parte umana e quella sovrumana in cui alla fine prevale il “fiat voluntas Tua”. C’è tutta la fatica di una scelta radicale, altissima, che comporta necessariamente sacrifici personali ma che si sente giusta dal profondo. Se dovessi riassumer tutto in una parola, essa sarebbe: “toccante”.

    Liked by 1 persona

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