DONATO DESIDERATO

donato desiderato

CHAIR  À ÉTOILES

Come eterno a te ritorno, Nulla
provvisto di parole. Sono bambino
del buio nel bosco, sul cuscino
del cielo la testa, e tu lattea culla.

Chair à étoiles, mi dici da 2 anni,
io inventando il cuore pensante
per cercare di accendere le ombre
ferme sulla porta della stanza. Ora

guarda, la mia aurora è mostruosa;
con il suo gregge notturno di stelle
mi espLODE negli occhi, raccolta

l’alba sulla pelle; la calma di uno
scemo che ride è il fiore che voglio,
dopo il Suo silenzio il mio canto.

(pour le deuil de ma naissance
———————————————

Sono nato il 26 aprile 1975 a Bari. Ho vissuto molti anni in Francia e scrivere è sempre stata una necessità.

Questo testo del 2007 parla dell’alba e dello smarrimento dinnanzi alla natura così irragionevolmente magica.

Donato Desiderato

Email: desiderato.donato@gmail.com

Blog: http://donatodesiderato.wordpress.com

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È molto parco di notizie che lo riguardano Donato Desiderato. La scheda che ci ha inviato ci dice che ha 42 anni, che ha vissuto molto in Francia e che scrive per bisogno personale. E basta.

Ho cercato un poco in giro per il web, ma ho scoperto solo poche altre cose. Ho trovato i due blog che utilizza per proporre le sue composizioni poetiche. Uno probabilmente obsoleto (ma non è certo) “sanguebianco”, l’altro certamente attivo

http://donatodesiderato.wordpress.com.

Allora, per conoscerlo meglio non mi rimaneva che affidarmi alla lettura delle sue poesie.

Vi anticipo che la poesia che Desiderato regala a questa rubrica a mio parere non rende merito al poeta. Tra l’altro è vecchia di dieci anni (dunque non è inedita, come chiediamo, dunque gli chiedo di fare il bis ma con una lirica scritta tutta per noi).

Sono versi classicheggianti, ma già anticipano le sensazioni violente che si provano, che ho provato leggendo poesie più recenti di Donato: rabbia, dolore, risentimento, amore e odio, dolcezza. Tutto condito da una liricità altissima che richiama certamente la migliore poesia italiana degli ultimi venti anni. Quello che non troverete nei suoi versi è la rassegnazione del vinto. Donato Desiderato si aggrappa alle bellezze del mondo, il mare, gli scogli, il cielo, le persone belle che ha intorno, per concimare la sua esistenza, che mi pare nasconda un enorme dolore che non dice, ma che si può intuire, ascoltare, condividere in quasi tutti i suoi lavori. Anche il sotto-titolo del blog “sanguebianco” sembrerebbe confermare questo mio dubbio: leukemia poetry. Ma di questo, se lo ritiene, se può servire, sia lui a parlarci, magari nel mandarci la prossima lirica. Io del poeta mi dovevo occupare per questa poesia della sera dallo strano titolo francese “Chair à étoiles” e per tutte le altre poesie che ho letto nel suo blog e che vi consiglio vivamente di andare a leggere. Amici e amiche di questa rubrica, vi prego, alzatevi in piedi e rendete omaggio a un grande della poesia italiana, un Poeta con la “P” grande quanto il suo cuore. Se Donato Desiderato me lo permette, chiederò scusa agli amici poeti che cronologicamente sono programmati prima di lui e mettiamo subito mano a un volume per dare alla cultura italiana una raccolta poetica che sarà apprezzata dalla critica e dai lettori. E comunque, grazie, Donato.

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8 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

  1. ricordo questo testo. tagliente e intenso, dirompente e conciliante. Come ogni scritto di Donato. E lui c’è come una necessità, ma arriva con la meraviglia d’un dono, sempre. Per me è così. Ti va direttamente nella vita, tua, diversa dalla sua, ma è così. Non faccio proprio un commento. Lascio queste poche, piccole righe. Di lui so quanto basta, più di quanto io sappia. Credo sia una delle sensazioni più forti che si ha leggendolo; e non è mai solo ‘personale’ quello che scrive. Quand’ho invitato Donato ho espresso un desiderio che tu, Natale, dici a chiusura d’articolo. Io sono felice e concorde, se lui vuole

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  2. “Classicheggiante”, dice Natale, e mi pare che un eco vi sia: in effetti è una specie di sonetto, sebbene solo la prima quartina abbia le rime e in generale non vi sia una regolarità metrica; ciò detto, il richiamo è abbastanza chiaro e interessante, anche perché il modello mette chi scrive in difficoltà costringendolo a condensare molto quel che deve dire: quattordici versi sono uno spazio breve. Complimenti.

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