LUCA PARENTI

luca parenti

YOKLUX

 

PRINCIPIA L’ESTATE

Eruzione delle cicale
voglia d’andarsene
dell’avvertir la movida.
vengono lente lente
nuvole, nel bicchiere
si sciolgono, minuta serra
ferma, pensierosa:
tutto fuori si raccoglie
nel vento mai violento:
principia l’estate
senza sgomento
e senza argomento.

 

Non ho trovato molto materiale sul web di Luca Parenti; praticamente nulla eccezion fatta per il blog che egli ci segnala, dove si firma Yoklux e propone poesie su poesie.

La lirica che regala a UNA POESIA PER LA SERA di Circolo 16, inedita naturalmente, già nell’incipit (titolo e primo verso), lascia chiaramente immaginare con che poeta si ha a che fare. Luca Parenti gioca con le parole, con i sensi e i doppi sensi, con le rime selvagge, senza metrica e misura. Una poesia gioiosa insomma, sarcastica, (iconoclastica, anti-ecclesiastica, icastica, aggiungerebbe Luca!!!) per una lettura leggera e col sorriso sulle labbra. Ma, attenzione, non una poesia “non sense” , bensì versi che scavano a vangate e lasciano il segno.  Luca quel che ha da dire lo dice e lo dice con chiarezza.

L’ironia, la leggerezza sublimano a tratti versi amari, teneri o a lama di coltello. Per questo il vero Luca Parenti-Yoklux penso di averlo letto e (scoperto) nella lunghissima, davvero bella IO SONO CRESCIUTO IN PERIFERIA che, oltre alla poesia di questa sera vi invito a leggere, facendo una capatina sul suo blog, senza interrompervi, tutta d’un fiato.

 

Blog di Luca:

https://yoklux.wordpress.com/

https://quipoesiaadesso.wordpress.com/

 

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5 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

  1. L’autore è di quelli da tener d’occhio, senza dubbio. Questa poesia, in particolare, per me è l’anti-tormentone estivo: cioè, illustra perfettamente, per mezzo d’immagini parte allusive e parte minfeste, le ragioni per cui si verifica oggi il fenomeno del tormentone estivo, inglobando poi tutto, ragioni e fenomeno, nell’ultimo verso. La sensazione di vuoto da riempire con la futilità della moda – Parini docet, in questo campo – non si potrebbe per altro esprimere con più versi dei pochi, e brevi, che il poeta ha scelto. E in questo, il miglior precedente è il commento catulliano su Cesare, l’uomo del momento, liquidato in due versi, di cui uno è una frase fatta.

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