GABRIELE GAED SICILIANO

Breve presentazione personale: Ho sempre amato l’arte in tutte le sue forme. Trovo che la rappresentazione personale sia uno dei pochi veri scopi in questa vita.
La scrittura come forma d’arte non mi ha mai abbandonato. Scrivo poesie, racconti, monologhi. Amo le parole. Trovo che la poesia sia una sorta di password; un codice di parole messe una successiva all’altra in grado di aprire nell’animo delle persone stanze che credevano sigillate.
—————————–

LE PAROLE CHE NON VORREI DIRTI

Non ti direi mai
che la tua assenza
è tanto grande
da prendersi con arroganza
quasi mezza stanza
e i ricordi che lasciasti
senz’ordine a destra e manca
occupano il resto,
formando l’immagine
con la quale perdo tempo
per poi ritrovarlo
dentro una scatola
dove ho raccolto il tuo odore
che profuma come le stelle
a cui urlo che,
dalla voglia di entrare nella tua,
io non sto più nella pelle.
—————————————————-

Il commento di Gabriele Siciliano alla sua poesia: La poesia si potrebbe dire nata a quattro mani; nato da uno scambio di parole dolci fra me e la mia metà in un momento in cui ci trovavamo geograficamente distanti.
Lei mi disse: Non sto più nella pelle, dalla voglia di entrare nella tua.
Ho trovato quelle parole meravigliose e forti, tanto che subito mi sono sentito preso da una tensione a scrivere qualcosa che fungesse da antefatto a quel messaggio di desiderio e amore violenti, laceranti.
E’ così che io e lei ci amiamo, e tutto che ci scriviamo lo dobbiamo all’esistenza dell’altro.

Email: mr_hook@live.it

Blog: http://gaedweb.wordpress.com


Gabriele Siciliano scrive poesie che sembrano canzoni con idilliaca liricità amorosa. Solitamente non amo che si mischino le due cose; mi piacciono tantissimo certi cantautori che scrivono canzoni-poesie (vado matto per alcuni testi di Ivano Fossati, De Andrè, De Gregori), di meno quando i poeti scrivono canzoni. Faccio eccezione per Gabriele che pur non raggiungendo le irraggiungibili vette della poesia amorosa di Neruda, scrive versi d’amore godibili, dove traspare  chiaro il suo amare oltre ogni limite.

Come egli stesso confessa “Le parole che non vorrei dirti” nasce da una frase dolcissima non sua, ma della sua donna che gl’illumina versi molto belli e sentiti.  La donna è assente, ma l’assenza arrogantemente riempie la stanza invasa da oggetti suoi, che la ricordano. Ritrova il tempo di lei dentro una scatola piena dei suoi odori. Il verso ispiratore chiude la poesia: “Non sto più nella pelle, dalla voglia di entrare nella tua”

Annunci

3 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

  1. “Amo le parole. Trovo che la poesia sia una sorta di password; un codice di parole messe una successiva all’altra in grado di aprire nell’animo delle persone stanze che credevano sigillate.”
    Mi piace sottolineare queste righe dello stesso autore perché credo siano una perfetta autodefinizione del suo modo di ‘comporre’ e delle connessioni che (nel ‘gioco’ di parole, immagini, sensi e suoni) da un lato lui ricerca, dall’altro si fanno scovare. Se passate nel suo spazio e scorrete i vari testi, probabilmente vi attrarrà il gioco compositivo dai toni lievi, scanzonato, a momenti ‘astratto’, ma mai fine a se stesso, in quanto connesso con le vite che quelle parole hanno suggerito affinché accadesse poesia

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...