di GAIA ROSSELLA SAIN

gaia rossella sain

Per la rubrica Una Poesia per la sera:

DOMENICA SERA, TAVOLO GIALLO

Sai, oggi

Avrei voluto scrivere

Di arcobaleni,

o del tramonto che ieri

riempiva il Prevàl –

quasi il profumo del pane caldo.

 

Nella sera che mi si chiude

contro

trovo

che il mio appuntamento è

con l’autunno,

la tua voce accanto a un altro

ridere

(le falene dentro)

e le mani buttate a lavorare –

come se

in una lavastoviglie

potessi pulirmi le guance dal

rame

e il cuore dal cielo.


Gaia Rossella Sain, al secolo GRS o Anelith (pseudonimo, traduzione del suo nome in lingua elfica, con il quale ama anche firmare i suoi lavori) ha solo trent’anni – Dio mio! – e già di strada poetica ne ha percorsa tanta.

Ha pubblicato una interessante raccolta di poesie, scritte tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, frutto di due splendidi amori di cui Rossella si pasce a piene mani: la natura e Montale.

Proprio prendendo spunto da una lettera del poeta di Ossi di Seppia a Irma Brandeis è venuto fuori il titolo del volume “Di nuvole e lontananza” – Edizioni Culturaglobale 2016

libro gaia

– che ha avuto importanti riscontri di critica. Tra questi certamente quella a cui Rossella tiene maggiormente del poeta e saggista palermitano Fabrizio Corselli:

“Quella di Sain è una poesia tattile, che procede quasi per sinestesie e metonimie, tanto da trasformare il linguaggio poetico in linguaggio iconico. Immagini tratteggiate con la lievità d’un pennello, come di un pittore assorto sulla riva del fiume, mentre ne contempla il flusso continuo; un fluire che si affida a una sensibilità che è colonna sonora d’un paesaggio interiore, in cui Sain ben definisce le proprie emozioni e i propri sentimenti. In alcuni passaggi si raggiunge perfino una vera e propria esplosione sensoriale… le forme si mescolano e si fondono con gli oggetti della realtà, quasi in un ineccepibile correlativo oggettivo. Lo stato d’animo è così espresso non in maniera diretta ma attraverso oggetti, eventi o situazioni che rappresentano l’equivalente dell’emozione.”

La lirica che Gaia Rossella Gain ha appositamente composto e dedicato a questa rubrica, “Domenica sera, tavolo giallo”,  sembra ripercorrere quelle strade naturistiche, i viottoli che ama e rivolgendosi a un suo immaginifico interlocutore gli esprime la voglia di descriverli quei luoghi friulani di Preval, fatti di tramonti e arcobaleni.

Sono versi cadenzati da curiosi “a capo” che non li interrompono, ma ne fanno un discorso assillato e ritmico che si legge piacevolmente. Non vi è venuta voglia di leggerle le belle poesie di “Di nuvole e lontananza”? A me si.

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8 pensieri riguardo “UNA POESIA PER LA SERA

  1. Grazie mille, Natale, per le tue belle parole!
    Questa piccola plaquette che hai citato è andata esaurita ma sto lavorando pian piano ad un corpus di testi più completo… se mai vedrà infine la carta stampata, di cuore te ne invierò una copia.

    A tutti, buona poesia e grazie. ❤

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