procrustesPremettendo la mia forte carenza in quanto a studi mitologici greci ed eroi classici vari, mi è capitato di documentarmi circa un disagio, malattia, disturbo psichico – chiamiamolo così – piuttosto frequente nell’odierna società, quindi con l’aiuto del prezioso wikipedia mi sono imbattuta nel greco Teseo, eroe leggendario nonché Re di Atene il quale a sua volta si imbattè in un ‘brigante’ di nome Procuste che ospitava viandanti riservandogli un trattamento a sorpresa.
Sarà che nella mia testa ronza da tempo l’idea di un percorso ‘purificatore’ dell’animo, un breve pellegrinaggio su qualche tappa della splendida Via Francigena toscana, sarà perché evidentemente necessito uno stacco netto dalla moltitudine di energie affossanti e negative provenienti da ogni ambiente, che dopo aver letto la mitologica novella di Procuste e Teseo l’idea di pernottare in un ostello o comunque un’attività ricettiva di quella ‘alla buona’ mi farà inevitabilmente osservare con sospetto o comunque stare più in guardia su ogni singolo gestore che incontrerò nel mio percorso…!
No perché, umorismo a parte, è bene specificare, di ‘Procusti’ al mondo ce ne sono tuttora un’infinità, mica trattasi di antica razza greca ormai estinta!
E spesso sono più vicini a noi di quanto pensiamo…
Si può vivere così per mesi, per anni, inconsapevolmente (o quasi) immersi e circondati da un grigiore di un rapporto formale dettato da etichetta e finte carinerie (volute dal ‘nostro Procuste’ proprio per tentare di nascondere l’intima avversione) fino a che un evento scatenante non libererà le numerose negatività e – viene da dire finalmente – apriti cielo!
Dunque, il vero Procuste greco era il padrone di una locanda che ospitava i viandanti, e questo l’abbiamo capito.
E cosa faceva di tanto grave?
Quando l’ospite andava a dormire lui zitto zitto, a notte fonda, si recava nella camera per ‘misurarlo’: se il malcapitato era più lungo del letto, Procuste gli segava gambe braccia e tutto ciò che sporgeva dalla misura-modello; se invece l’ospite era più corto lo stirava straziandolo con delle macchine da tortura.
Insomma l’intento di Procuste, è chiaro, era quello di ridurre le persone a un solo modello: il suo.
Ora, non mi venite a dire che non avete mai incontrato nella vostra vita l’impersonificazione vivente di quel tal ‘Procustes’ (in latino) detto ‘lo stiratore’?
E tanto per sapere, secondo voi qual è la miglior cura contro questo disagio scatenato da simili subdoli seviziatori dell’animo?
A ognuno la sua personalissima risoluzione anche se viene quasi automatico comportarsi come nell’antichità, ove giunse l’eroe Teseo il quale accorgendosi dell’arcano operato notturno pensò bene – prima di ripartirsene – di sottoporre il locandiere allo stesso trattamento cui lui sottoponeva gli ignari e sfortunati clienti.
Che poi appunto è la fine che fanno queste persone disturbate: si mettono in croce da sole!

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2 pensieri riguardo “Impariamo dagli antichi greci.

  1. Eh sì, ce ne sono tantissimi: dalla persona conosciuta, a volte vicinissima, che cerca di condizionarti e cambiarti, ai mezzi di comunicazione di massa che omologano. Mi sa che proprio questa debba essere la più forte pulsione dell’uomo, quella di ergersi a Creatore per plasmare gli altri “a propria immagine e somiglianza”. Abbiamo quel piccolo problema di non riuscire ad ammettere che non siamo dèi…

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  2. Lida mi sono sentito il viandante sotto tortura di Procusto da una vita. Diciamola così. Da qualche anno a questa parte per risolvere il problema sto cercando di diventare duro come una pietra. Segarmi le gambe è quasi impossibile, e una stiracchiata ogni tanto è persino piacevole. Io sono fatto così: non ho intenzione di cambiare nessuno. L’unica cosa che posso è cambiare me stesso. Non ti nego che alcuni cambiamenti, con gli anni, mi hanno peggiorato. Ma le gambe sono pietre. Segarle è impossibile. 🙂

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