Dora ha pubblicato tantissime interessanti poesie su Circolo 16 con lo pseudonimo di Erospea e dal 14 luglio 2015 cura un blog “EROSPEA – spaginazioni poetiche“.  E’ un poetare, quello di Dora-Erospea complicatissimo da commentare (non vi azzardate!) o da inquadrare stilisticamente. Non c’è scuola che tenga, Dora si legge col cuore prima che con gli occhi e per questo suggerisco di non leggere i suoi versi ad alta voce, perchè si rischia di disperderne i suoni. In un commento, tempo fa, le confessai che mi piace tutto ciò che propone, ma vado in estasi quando sforza (si capisce che si sforza) un certo lirismo che, accompagnato alle sue scom-paginazioni attrae chi legge non solo dei suoni che più spesso la sua poesia propone, ma anche di calde e sensuali emozioni. Non so se ha già pubblicato, credo che sia maturo il tempo per offrire agli amici di Circolo16, dopo il mio “Inviti Superflui” il secondo volume. Saremmo onorati .

Per la rubrica Una Poesia per la sera:


L’AUREOLA

Mi passerà
la durezza della poesia, mi passerà
tra le mani rudi d’una carezza di ritorno
nel serale d’un loculo disabitato, espropriato
ai morti per una nuova, inconsapevole vita.
Ci ho trovato le larve, lì, delle creature più
mostruose, come fa la meraviglia senza
giudizio, abita ovunque con precisione [genetica],
col genio del luogo messo ad angolo e
la peluria stesa tra un osso di carne e
i capelli d’angelo mangiati nel piatto di luna.
Hai l’aureola sui seni di certi santi da corriere,
passati di corsa al lancio e corsi via […]

[…] passerà
la durezza […]


Lascio sempre che sia chi mi legge a stimolarmi una riflessione su ciò che mi viene o m’avviene in scrittura. Vi dico semplicemente che questo scritto lo invio come primo, ma non in senso d’ordine, di componimenti che potrebbero nascere sotto l’indicazione: “Il sabato non riposò”. Da tempo giravo intorno a questa frase: “Il sabato non riposò”. E altre righe già editate nel mio ‘piccolo’ sito personale mi portarono a questo pensiero… nulla aggiungo…

Email: erospea@virgilio.it

Blog: http://erospea.wordpress.com

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21 pensieri riguardo “L’AUREOLA di Dora – Erospea

    1. gratitudine immensa per questo che dici e che è nella tua sensibilità, oltre la mia ‘piccola’ scrittura…

      Rispondo nello stesso commento, in segno di circolarità…, a Natale

      Vorrei dirti semplicemente “Grazie” per la cura che mi hai sempre dedicato, senza mai arrivare scontato, ma costringendo (in senso buono) anche me stessa a continuare il viaggio, a interrogarmi sull’atto di scrivere, sul senso, sulle possibilità vitali di questo
      Ringrazio te e Eugenio, ancora, per gli ‘spazi’ che state ‘aprendo’…

      Mi ha colpito il tuo suggerimento sul: non leggere i versi ad alta voce, perché mi sta capitando di farlo proprio così, sussurrare tra le labbra, con voce quasi muta per sentire come fa…Non so se mi riesco a spiegare, ma l’hai detto meglio di me

      Per la raccolta… mi fai commuovere rispetto a questo invito.. di mio non mi deciderei mai a farlo perché ho come una specie di timidezza e di pudore e non mi so spiegare benissimo. Forse è un po’ paura…o una sorta di rispetto verso la poesia della vita e verso la poesia, che la mia non so se chiamarla così
      L’onore è indubbiamente mio
      mi viene il silenzio e un sorriso adesso e… Vi lascio il “buona serata” così…

      Buon lavoro a tutti, dunque, per Circolo16!!

      Dora

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      1. Devi essere davvero una ragazza speciale, Dora, ma avrei dovuto capirlo da come e cosa scrivi. Allora bando alle chiacchiere e concretamente vediamo il da farsi. Se vuoi, mandami uno o più files con i tuoi scritti. Proverò a collazionare una raccolta organica per pubblicarla. Poi la sottopongo a Eugenio e, naturalmente a te e mettiamo in cantiere il n.2 della Collezione “Circolo 16 – Una Poesia per la Sera”. Quanto a Napoli… ma pensa. Mio papà era di origini messinesi, ha sposato una calabrese, ma parlava benissimo il napoletano perchè il suo datore di lavoro (‘o principale) era di Forcella. Io per queste frequentazioni conosco e canto i classici napoletani come uno di Napoli e capisco il dialetto stretto, quello per capirci di Di Giacomo e Gambardella. E’ un altro segno del destino. La prima volta che passo da Napoli te lo faccio sapere e ci vediamo per un caffè.

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      2. Si, mi raccontasti del tuo papà! ❤
        vorrà dire che quando passi per Napoli mi farai sentire i nostri canti 🙂
        Magari sarà in occasione di una delle presentazioni del tuo volume! Vediamo che si può organizzare. Pian piano si procede

        Io ho origini siciliane da parte materna. Già te lo raccontai in un commento, ricordo, si si
        Per i miei scritti dimmi solo quanti componimenti posso mandarvi. Insomma, dammi un po' di indicazioni o mi ci perdo…

        auguro a te, a Circolo16 e a tutti quelli che passeranno di qua una splendida e serena domenica

        A presto, Dora

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  1. Natale, forse proprio quando è uscito il tuo libro sono stata assente per questioni personali, e ho trovato un bel po’ di cose cambiate… sono felice che sia rinato questo blog, mancavano le tue poesie per la sera… e poi vorrei prendere ovviamente una copia del tuo libro, se ne hai piacere con dedica 🙂 sono felicissima che questo progetto si sia realizzato!

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    1. Gilda mia, un poco sono cambiato anche io in questi mesi. Eugenio e Circolo 16 invece sono sempre i soliti vulcanismi. Ti spedirò il libro a casa con vero piacere se mi dai l’indirizzo (magari in privato al mio natale@kessel.it) con una dedica dettata dal cuore. Quanto alle poesie, sto ancora come un fiume in secca d’estate. Ma torno, appena posso. Grazie per i tuoi apprezzamenti

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  2. Piccola domanda dell’aspirante insegnante, si su un dettaglio che mi servirebbe per ulteriori commenti: indovino pensando che la parola in parentesi quadre al v. 8 e le parentesi con puntini verso la fine servano a fingere una frammentarietà del testo, come se fosse stato recuperato solo in parte da un remoto passato? Anche i riferimenti sepolcrali – genere da non sottovalutare, uno su tutti: Foscolo – conciliano quest’idea. Se ho ragione, ne risulta un’atmosfera ben calibrata, bella da leggere e che invoglia a proseguire e chiedersi che cosa potrebbe essersi perso in quei puntini di sospensione.

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    1. C’È qualcosa, o un ‘nonnulla’, che mentre scrivi ti sembra andrebbe perso; o sembra trovarti, ma non lo sai o puoi dire senza perderne comunque… In un momento della mia vita scrivere era necessario, ma non ci riuscivo, o mi sembrava così. La scrittura per sfogo personale manco mi andava…e non mi veniva…mi generava fastidio.. Venne così la scrittura per tagli…per ‘emergenze’ di vite… ‘emergenze’ che sono anche circolazioni … Interconessioni…altro…

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